Carnevale brasiliano e musica: alla scoperta del samba che anima il Carnaval brasileiro

Per rintracciare le origini del Carnevale brasiliano non si può fare a meno di osservare l’incontro tra la cultura africana e quella brasiliana, avvenuto in circostanze drammatiche con la deportazione di massa di migliaia di africani in Sud America e in particolare in Brasile, usato dal Portogallo colonialista come grande stazione di sosta per gli schiavi destinati all’Europa.

Il Brasile è così diventato un crogiuolo di razze che ha dato vita a manifestazioni culturali ibride che fanno della mescolanza il loro punto di forza. La matrice africana espressa dal ritmo degli antichi riti tribali di derivazione voodoo, che trasudavano religiosità e sensualità, si sono però dovuti adattare alle rigide forme espressive consentite dai portoghesi ed hanno così trovato una valvola di sfogo nell’unica tradizione europea in cui ballo, sfrenatezza e rottura delle regole erano consentire e incoraggiate: il Carnevale di origine italiana.

I colonizzatori portoghesi residenti in Brasile, infatti, tenevano feste in maschera ispirandosi al Carnevale di Venezia o di Parigi: fu questa derivazione a fare nascere il Carnevale brasiliano come festa collettiva di strada che esaltava la libertà attraverso le origini africane e la cultura musicale brasiliana.

La musica suonata in tale occasione era ritmicamente molto sostenuta, con tamburi, maracas e campane e aveva un andamento circolare adatto per essere suonata e ballata potenzialmente all’infinito.

In questo modo nacque la musica del Carnevale, il samba.

Di seguito, si propone una lista di brani che si intrecciano in qualche modo al Carnevale, con qualche spiegazione e curiosità. 

Alla fine dell’articolo potrai ascoltare la playlist immergendoti nell’atmosfera del Carnevale.

 “13 de Maio” di Caetano Veloso descrive la festa di piazza in cui la gente celebra la regina Isabella, cui si deve la firma della legge che aboliva la schiavitù proprio il 13 maggio del 1888. Questa festa è come un altro Carnevale.

 “O abre alas”, composto da Chiquita Gonzaga nel 1890, è il primo brano conosciuto che documenta una composizione per le sfilate di Carnevale. 

 “Homenagem ao  Malandro” di Chico Buarque è espressione del fatto che con il Carnevale nascono le prime scuole di samba che diventano luoghi in cui musicisti e coreografi tutto l’anno studiano e approfondiscono il tema (enredo) da rappresentare durante il Carnevale. Contemporaneamente queste scuole diventano presidi di quartiere e persino centri di aggregazione delinquenziale, tanto che i sambisti venivano definiti con il termine di “malandro”, una sorta di delinquente un po’ dandy e dalla spiccata vena artistica che aveva il suo fascino.

“Pelo Telefone” di Donga parla del difficile rapporto tra sambisti, malandri e polizia e  viene considerato il primo disco ufficiale di samba della storia.

A proposito di scuole di samba, Jamelão dedica appunto alla escola de Mangueira il brano intitolato “Exaltacao a Mangueira”, mentre uno dei samba più trascinanti di Zeca Pagodinho, uscito dalla scuola Guardia de Portela  è “Deixa a vida me levar”.

Il samba oltre ad essere musica per accompagnare le sfilate del Carnevale diventava un vero e proprio modo di esprimersi di un popolo, tanto che le scuole di samba divennero delle scuole di approfondimento musicale permanente che contribuì a dare vita a capolavori che si diffusero ben oltre i confini brasiliani attraverso autori che acquisirono insieme ai loro brani una fama internazionale.

Tra i primi esempi di questa  fortunata evoluzione, si propone un brano semplice e dalla melodia indimenticabile, “A banda” di Chico Buarque, che tratteggia l’atmosfera di festa e malinconia che pervade la gente che vede sfilare uno dei cordões carnevaleschi.

Un altro brano di Chico Buarque è “Vai passar” che riassume la bellezza e la tragicità della storia del Brasile e richiama esplicitamente l’origine del samba e delle sfilate del Carnevale come unica forma di ribellione degli schiavi di origine africana.

All’atmosfera festosa della musica fa da contraltare un testo che esprimere il dolore di un popolo che, mentre balla, non può fare a meno di ricordare che sulle stesse pietre dove sta sfilando in maschera sono passati gli antenati dai piedi sanguinanti, trascinati per le strade.“Chuva, suor e cerveja” di Caetano Veloso è un brano che allude a una scena del Carnevale in cui chi canta è vestito da Pierrot, proprio come Veloso nella copertina del disco, e la gente si bagna e si bacia in questo Carnevale dagli echi malinconici.

Concludiamo con Esta melodia nell’interpretazione di Marisa Monte, artista dalla voce pura e cristallina.

E ora, buon ascolto!

Ascolta qui la playlist

di Debora Carlomagno

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