Hai pensato a come funzionano le lingue dei segni nelle diverse lingue straniere?

Oggi cerchiamo di capire insieme il funzionamento delle lingue dei segni e la loro differenziazione tra le diverse lingue straniere.

N.B. Precisiamo che non siamo specialist* nel settore. Di conseguenza, qualsiasi persona voglia aggiungere o apportare delle modifiche alla nostra riflessione può contattarci via social o via mail e con molto piacere cercheremo di approfondire e migliorare la nostra riflessione

Non solo lingue vocali: uno sguardo alle lingue “in movimento

Quando pensiamo alle lingue ci viene subito in mente la loro realizzazione orale.

In realtà il mondo delle lingue comprende anche le lingue dei segni che sono a tutti gli effetti degli idiomi costituiti da una loro grammatica, modi di dire, espressioni. Esse si sono sviluppate spontaneamente nel corso del tempo all’interno delle comunità sorde di tutto il mondo. Manifestazione chiara di rudimentali forme di comunicazione gestuale si hanno anche attraverso fonti scritte risalenti all’Antica Grecia.

“[…] se non avessimo né voce né lingua e volessimo a vicenda manifestarci le cose, non cercheremmo, come ora i muti, di significarle con le mani, con la testa e con le altre membra del corpo?”. Socrate nell’opera Cratilo, Platone

Purtroppo i comunicatori udenti hanno da sempre considerato le lingue dei segni come una mera pantomima e povera di struttura logica.

Solo grazie all’Abate de L’Epée, un insegnante che cominciò ad osservare e studiare i gesti, si riuscì a dare il meritato rilievo alle lingue dei segni e fu grazie all’efficienza del suo metodo che venne fondata la prima scuola pubblica per sordi in Francia. 

Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti…

Esiste una lingua dei segni internazionale?

Beh sarebbe indubbiamente molto comodo, così anche per le lingue vocali, avere una lingua mondiale che ci permetta di comunicare senza barriere linguistiche, ma non è così.

Ma quanto questo rappresenterebbe la cultura propria di quel Paese?

Ricordiamoci infatti che le lingue e il loro sviluppo sono strettamente legate anche al territorio, cultura, eventi storici (basti considerare concetti specifici e caratteristici di una Nazione – Tapas, Siesta, Saudade e così via).

Allo stesso modo anche le lingue dei segni appartenenti ad un Paese lo rispecchiano in qualche modo e ognuno ne possiede una propria che ben si differenzia dalle altre di tutto il mondo. 

Andiamole a scorpire…

LSE-Lengua de signos española

In Spagna a metà del XVI secolo Fray Pedro Ponce de León fu il primo insegnante di bambini sordi con la ferma intenzione di insegnare loro l’uso corretto dei segni.

Alla fine del XVIII secolo fu fondata in Spagna la prima scuola per bambini sordi, il Real Colegio de Sordomudos.

I primi studi e ricerche linguistiche sono stati condotti nel 1992 da Mª Ángeles Rodríguez González e Irma Mª Muñoz Baell. La Lingua dei Segni Spagnola (LSE) è stata riconosciuta ufficialmente dal Parlamento con la legge 27/2007 del 23 ottobre 2007.

Questa legge riconosce e garantisce che le lingue dei segni spagnole e catalane garantiscano loro pieno accesso all’istruzione, ai servizi, alla vita economica, alla cultura, ai media e alle nuove tecnologie.

Nel 2014, il Consiglio dei ministri ha deciso di fissare la data del 14 Giugno come Giornata nazionale delle lingue dei segni spagnole.

Sono diversi i centri e associazioni che si occupano della diffusione della LSE. Una di esse è la Red Estatal de Enseñanza de las Lenguas de Signos Españolas de la Confederación Estatal de Personas Sordas (CNSE) che racchiude centri distribuiti in tutto il territorio spagnolo il cui impegno è insegnare e aggiornare la didattica. 

LGP-Língua Gestual Portuguesa

La Lingua dei Segni svedese è considerata la lingua madre della LGP da quando, nel XIX secolo, il re D. João VI, su richiesta della figlia D. Isabel Maria, inviò in Portogallo l’insegnante svedese Per Aron Borg che aveva fondato a Stoccolma un istituto per l’educazione dei sordi.

Così, nel 1823, fu creata in Portogallo la prima scuola per sordi, dove insegnavano Per Aron Borg e suo fratello Joahan Borg ma lo studio della LGP da una prospettiva linguistica emerge nel 1985, durante il Seminario gratuito sulla lingua dei segni presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona e da lì riconosciuta dalla Constituição da República Portuguesa.

Purtroppo, la “conquista” avvenuta in data recente ha comportato la mancanza di una solida ricerca linguistica della LGP. Nel 1958 venne fondata l’Associação Portuguesa de Surdos (APS) e, nel tempo, ha creato diverse delegazioni regionali grazie anche ai fondi statali. Ebbe un importante ruolo nella diffusione della LGP attraverso l’organizzazione di eventi sportivi, teatrali nonché di educazione sociale. L’11 Luglio del 1999 la LGP ottenne il riconoscimento e l’introduzione nella Costituzione portoghese. 

LIBRAS- Língua Brasileira de Sinais

Nel 1857, il francese Eduard Huet si recò in Brasile su invito di D. Pedro II per fondare la prima scuola per sordi del paese, chiamata all’epoca Imperial Instituto de Surdos Mudos (termine scorretto!) e che è ancora oggi fortemente presente ma rinominata come Instituto Nacional de Educação de Surdos-INES.

La Libras nasce, quindi, insieme all’INES, da un misto tra la Lingua dei Segni francese e segni già utilizzati dai sordi brasiliani. Nel 1993 iniziò la battaglia per far sì che, con un disegno di legge si regolamentasse la lingua nel paese.

Quasi dieci anni dopo, 24 aprile 2002, con la legge n. 10.436, la lingua dei segni brasiliana è stata finalmente riconosciuta come lingua in Brasile. Nel 2019, la Commissione per i diritti umani del Senato (CDH) ha approvato PL 6.284/2019, un progetto che rende obbligatoria l’offerta di insegnamento della LIBRAS in tutte le fasi e modalità dell’istruzione di base. 

E la LIS-Lingua dei segni italiana?

La lingua dei segni italiana deve il suo nome ai ricercatori dell’Istituto di psicologia del CNR di Roma che per primi, in Italia, nel 1981, ne hanno elaborato una descrizione linguistica: è stata definita “lingua a iconicità produttiva”, poiché capace di esprimere con grande efficacia immagini e concetti visivi difficili da tradurre in parole.

Come tutte le altre lingue dei segni, anche la LIS ha dovuto far fronte alla diatriba tra segnanti e oralisti i quali, purtroppo, ottennero la maggioranza in occasione del Congresso internazionale per il miglioramento della sorte dei sordomuti tenutosi a Milano nel 1880 in occasione del quale si stabilì che la parola era senza dubbio superiore ai gesti.

Dagli anni Sessanta in poi il mondo accademico convenne che la LIS era a tutti gli effetti una vera lingua e per la prima volta si diffuse anche un nome per indicarla: lingua italiana dei segni (anche se oggi è più corretto chiamarla lingua dei segni italiana). Il riconoscimento è infine arrivato nel 2021, dopo un lungo processo culturale, sociale e politico.

E adesso…la sorpresa che stavate aspettando…

Segniamo!

Lusofilia ha pensato di farvi dilettare con le lingue dei segni. Provate a segnare il vostro nome scegliendo una o più lingue e, se vi fa piacere, inviateci un piccolo video che riposteremo sui social (ricordati di taggarci così che possiamo vedere il tuo video e ripostarlo)

Prova…

LSELengua de signos española

 LGP- Língua Gestual Portuguesa    

         

             

LIBRASLíngua Brasileira de Sinais

LIS-Lingua dei segni italiana

di Roberta Gasbarrone

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