Lo shock culturale: una questione linguistica e culturale da affrontare nella società plurale di oggi

Lo shock culturale: una questione linguistica e culturale da affrontare nella società plurale di oggi

Con shock culturale si intende la conseguenza di un’interazione con una persona o un oggetto appartenente a una cultura differente.

La teoria degli shock culturali o incidenti critici, teorizzata da Margalit Cohen Emerique, vuole evitare ostacoli, filtri e stereotipici che interferiscono nell’interazione tra culture diverse.  

     

L’originalità sta in una rivoluzione copernicana riguardo la  formazione: fin ad adesso lo studio riguardava la cultura dell’altro come un settore chiuso con tutti i suoi cliché non valutando giustamente l’individuo.

Con Emerique  vi è l’idea di capovolgere dall’altro all’operatore interculturale il fulcro della formazione. Il professionista culturale deve formarsi dunque nella conoscenza e comprensione delle differenze culturali lavorando su chi si sta formando e non sull’altro. Il mediatore deve lavorare sulle  cosiddette zone sensibili, ovvero una sorgente di malintesi, incomprensioni nella relazione interculturale. Per una comunicazione positiva è fondamentale prendere coscienza delle proprie zone sensibili e quelle dell’altro. La relazione interculturale vede sempre attori in gioco portatori di cultura.                                                                                                            

La cultura, in vari studi antropologici, è metaforizzata in un iceberg di cui una parte emersa e una sommersa: l’idea è che il patrimonio culturale sia diviso in elementi evidenti (lingua, comportamenti esterni) sia in elementi reconditi, fulcro della mediazione (atteggiamenti culturali).                        

Da ciò si può affermare che per shock culturale s’intende un’esperienza emotiva e intellettuale al di fuori del loro solito contesto socioculturale abituale. Con tale termine si descrivono sentimenti di ansia, smarrimento, disorientamento e confusione. La teoria di Emerique parte dallo studio di uno shock culturale che nasce da due persone sia nel quadro di rifermento dell’operatore sia del “diverso” con cui ci si relaziona.

L’idea dell’altro diverso da noi viene inteso come una minaccia identitaria, aspetto da prendere in considerazione per poterle gestire adeguatamente nella comunicazione.        

                                              

Emerique individua 3 passaggi dell’approccio interculturale:                                                                                      

-il decentramento, ovvero l’uscire fuori dal proprio quadro di riferimento con lucidità;                                             

conoscere  il sistema dall’interno  per portare avanti una ricerca della scoperta dell’altro nella sua alterità;                                                                                                                                                                          

-una fase finale di negoziazione e mediazione tra le diversità per aggiungere una relazione armonica.

Ancor più innovativo nel metodo in analisi è la griglia degli shock cultuali, ideata da Emerique, usata come strumento di lavoro che è funzionale all’analisi e studio di tali incidenti critici. Analizzando lo shock si lavora sia sugli ideali e visioni dell’atro, ma anche su se stessi.

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